Anne Delaby nasce nel 1964 in Libano.
Dopo il ritorno
in Francia, nella sua Normandia d’origine, Anne sperimenta i frequenti
spostamenti della famiglia come un rientrare continuamente in scena e presto
inizia a pensare alla vita come una “commedia dell’arte”, in cui recitare un
personaggio diverso ad ogni nuova occasione, tanto tragico quanto comico,
adattandolo alle persone e ai luoghi che si incontrano.
Così nasce la
prima passione per il teatro (4 anni di arte drammatica a Parigi) che si
allarga all’arte in generale, in cui si può trovare la soluzione ideale di
molti problemi e sofferenze; “quante situazioni tese o difficili si
possono risolvere con una dose di umorismo… E quale emozione davanti alla
bellezza che sta nella verità di un opera d’arte!” .
Intanto disegna,
privilegiando il carboncino, la sanguigna e la china.
Segue varie
scuole di disegno, ma il reale incontro con la pittura avviene in Italia nel
1985 quando, trasferitasi a Milano, si iscrive a una scuola di pittura
steineriana e sulla teoria dei colori di Goethe.
L’incontro con il
colore è il colpo di fulmine che determinerà l’orientamento della sua vita .
Scopre il
carattere morale, l’energia e la vita segreta di ogni colore; sceglie la
tecnica dell’acquarello, che gioca sulle trasparenze, e quella dell’olio per
esprimere la ricca vita interiore che si manifesta in immagini suggestive.
E così dall’arte
di recitare Anne si consacra all’arte di dipingere…
Attraverso le
varie tribolazioni della vita, dipingere diventa una necessità, quasi un
rimedio; torna la vecchia idea dell’arte come portatrice di bene, come
“messaggera degli dei”, il Mercurio dei medici, che - per riprendere
Kandinsky - “ deve trascinare in alto il pesante carro dell’umanità”.
Conseguentemente
affiora l’interesse per l’arteterapia, la professione parallela: inizia una
scuola di specializzazione e si diploma nel 2001.
Anne entra nel
“mondo dell’arte” nel 1998 con la prima mostra personale a Como e da allora
la sua ricerca si sta evolvendo dai quadri “interiori” e simbolici nati
dall’indagine sull’anima umana ( “i miei quadri vogliono rivelare gli
arcani dell’anima umana, le sue prove e vittorie finali..”) ad una
visione immaginaria degli elementi naturali (cortecce, rocce, cristalli…).
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